Primo Maggio, ecco perchè oggi è la Festa dei Lavoratori

Una ricorrenza che esiste dal 1889

Primo Maggio, ecco perché oggi è la Festa dei Lavoratori.

Una ricorrenza in quarantena, l’ultima prima dell’inizio della fase 2. E’ una festa che si celebra in tutto il mondo quella dei lavoratori, e serve come monito per ricordare tutte le lotte di classe che sono state fatte per fare emergere i diritti dei lavoratori. A volte ci si dimentica di quanti hanno lottato affinché noi oggi abbiamo una giusta retribuzione e moltissimi altri diritti.

Rivolta di Haymarket

L’episodio che ha originato questa ricorrenza risale al 1886 quando negli Stati Uniti, a Chicago. Qui le condizioni di lavoro erano disumane.  Il malcontento dei lavoratori costretti a turni massacranti fu guidato dalla Federation of Organized Trades and Labor Unions. La richiesta era semplice: dal 1 maggio del 1886 le ore lavorative dovevano essere abbassate a otto –  non dodici, non sedici. Pena scioperi generali. Il primo maggio manifestarono tra le 30 e le 40 mila persone, una folla consistente per l’epoca. Gli scontri tra scioperanti e polizia culminarono il 4 maggio nella cosiddetta Rivolta di Haymarket, in cui morirono 11 persone (tra cui sette agenti colpiti da fuoco amico) e vennero feriti decine di manifestanti. Durante il corteo scoppia infatti  una bomba. Gli agenti, come risposta, iniziarono a sparare sulla folla. Il numero delle vittime non si è mai saputo.

La Festa dei Lavoratori  in Italia e la Strage di portella della Ginestra

A Parigi, durante il “congresso di Parigi” nel 1889, il 1 Maggio divenne Festa Internazionale dei lavoratori. L’Italia la ratificò due anni dopo, nel 1891. Durante il periodo Fascista venne anticipato al 21 Aprile. Facevano coincidere, così, il cosiddetto “Natale di Roma alla Festa del Lavoro”.

Dopo la guerra ritornò al 1 Maggio e con l’occasione il Papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore, così da coinvolgere anche i cattolici.

Legato al 1 maggio è anche la Strage di Portella della Ginestra. Si trova in provincia di Palermo. Il Capo bandito Salvatore Giuliano organizzò un attacco armato per reprimere i contadini. I morti furono 11 e 27 i feriti. Tre erano bambini.

 

 

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