Dalla Lombardia a Palermo per donare il fegato e salvare la vita del figlio di 13 mesi

Da Varese a Palermo per donare il fegato e salvare la vita del figlio di 13 mesi. Una storia di altruismo, quella di un papà verso il proprio figlio che rischiava di morire. In piena Pandemia ha lasciato Varese per volare a Palermo, per salvare la vita al suo bambino.

E’ una storia a lieto fine quella di Riccardo, neonato di appena 13 mesi che è stato salvato alI’Ismett, centro trapianti d’eccellenza Palermitana e Italiana. L’Ismett ha il record in Italia per numero di trapianti eseguiti anche durante la fase del lockdown: 22 in tutto, di cui 11 in 48 ore.

Il piccolo Riccardo ha ricevuto il fegato del papà Vincenzo, trapiantato dal chirurgo d’eccellenza dell’Ismett Jean de Ville de Goye. La famiglia si trovava a Palermo dallo scorso 24 febbraio, hanno anche trascorso i 40 giorni della quarantena in una casa in affitto. Un lungo percorso verso il giorno del trapianto.

Un doppio intervento su padre e figlio che viene fissato il 13 maggio. La mamma di Riccardo racconta il giorno dell’operazione: “Mio marito è entrato alle 7,30 in sala operatoria. Riccardo alle 11. Ho aspettato da sola dietro le porte del blocco operatorio. Una infermiera mi è stata molto vicina. E’ stata dura affrontare questa situazione lontana dalla mia famiglia ma ero sicura che i miei due uomini fossero in buone mani”.

Ora arriva la conferma che il trapianto è pienamente riuscito ed il bambino è in piena ripresa dall’operazione. Riccardo ha avuto bisogno di un nuovo fegato a causa di una malattia rara, l’atresia delle vie biliari, che gli causava un accumulo della bile del fegato.

“Quando la malattia ha cominciato a peggiorare ci hanno chiesto di cominciare le pratiche per un trapianto di fegato ed è in questo frangente che abbiamo individuato il professor Jean de Ville de Goyet e abbiamo scelto il centro palermitano, anche perché a Bergamo non fanno i trapianti dai vivi”, ha raccontato papà Vincenzo Scognamiglio.

La gioia dei genitori è incontenibile alla fine dell’operazione.  “Quando abbiamo potuto riabbracciare il nostro bambino è stata un’emozione indescrivibile. Per noi è stata come una seconda rinascita. Il suo sorriso è per noi una gioia indescrivibile”. Il monitoraggio del piccolo Riccardo continuerà fino a settembre, fino a tale data la famiglia dovrà rimanere a Palermo.

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